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Acqua segreta

17,10

Aut0re: Frank Stanford
Curatela e traduzione: Luca Dipierro
Collana: Interno Novecento
ISBN: 9791281315020
Data di pubblicazione: 23 febbraio 2024
Pagine: 242
Formato: 13×19 cm

Descrizione

Il libro
“Acqua segreta” è la prima antologia italiana dell’opera di Frank Stanford, uno dei poeti statunitensi più visionari del ’900, scomparso nel 1978 a soli ventinove anni. Definito «un Rimbaud topo di palude», Stanford è stato un grande irregolare della letteratura americana, amato da scrittori come Allen Ginsberg, Gordon Lish, Franz Wright, e da cantautori come Tom Waits. Con cadenze da ballata, queste poesie cantano un Sud violento e magico, abitato da personaggi indimenticabili: bambini ciechi che presiedono a funerali di lupi; guaritrici che curano i morsi da animali rabbiosi con una pietra estratta dagli intestini dei cervi; ragazze storpie che fuggono da casa; e vagabondi, giocatori d’azzardo, tagliagole, ladri di cavalli, zingari, reduci. Curata da Luca Dipierro, l’antologia apre le porte ad un mondo in bilico tra la veglia e il sogno, un’America vista in una luce obliqua e surreale.

L’autore
Frank Stanford nasce Francis Gildart Smith il 1 agosto del 1948 a Richton, Mississippi. Figlio di una vedova, viene adottato da Dorothy Gilbert e Albert Franklin Stanford, un ingegnere costruttore di argini. La famiglia si stabilisce in Tennessee e poi nell’Arkansas. Il giovane Frank cresce negli accampamenti dei lavoratori afroamericani al servizio del padre lungo il fiume Mississippi, esperienza che fornirà un sostrato mitico alla sua poesia. Dopo aver frequentato la scuola superiore alla Subiaco Academy, un monastero di monaci benedettini, Stanford si iscrive alla University of Arkansas, senza mai terminare gli studi. Nel 1971 esce la raccolta The Singing Knives, seguita negli anni da altri sei volumi: Ladies from Hell (1974), Field Talk (1975), Shade (1975), Arkansas Bench Stone (1975), Constant Stranger (1976) e The Battlefield Where the Moon Says I Love You (1977). Stanford sposa la pittrice Ginny Crouch, e si mantiene facendo l’agrimensore. Nel 1974, insieme all’amico Irv Broughton, realizza un film documentario sulla propria poesia, It Wasn’t A Dream, It Was A Flood. Nel 1976, fonda la casa editrice Lost Roads con la poetessa C.D. Wright. Il 3 giugno 1978, all’età di 29 anni, Stanford si toglie la vita sparandosi tre colpi di pistola al petto. Oltre alla raccolte postume Crib Death (1978), You (1979), Conditions Uncertain And Likely To Pass Away (1990), e The Light The Dead See (1991), Stanford lascia un fiume torrenziale di manoscritti inediti.

 

Trascendenza di Giano

Non dormo, ma vedo
un arto, le dita della morte, il fantasma
di un pittore anonimo
lasciare le impronte della morte
sul muro; le piume sgargianti
di soffici uccelli arruffarsi
nel bosco;
ossa di pesci e
le bianche schiene di strane donne;
il tuo respiro
come il lento tuono
sull’altra sponda di un fiume
mentre mi dormi accanto; vecchi
maestri di danza che piangono nei loro uffici;
rospi con i ventri calmi
come ragazze addormentate dentro palazzi, mentre sognano
di selle e si tirano le lenzuola
fra le gambe; lucciole
che vanno a dormire sui fiori dai semi di luna
intorno al gazebo di una piantagione all’alba;
una ragazza che suda nel suo letto; falchi
che attraversano la luna; i capelli di una donna,
il sapore della morte, che fluttua
nella nebbia come la bandiera
di una nave carica di fantasmi,
i fantasmi di soldati
alla ricerca delle tombe delle loro madri; scarabei
che ascoltano Leoncavallo;
cristo piangente a Coney Island,
inevitabile, come una piaga
nel culo di un pederasta; un vedovo
senza figli, un bidello in solitudine,
un verme al sole, i calzini polverosi
dei poeti, che hanno perduto i loro occhi, i loro

 

Transcendence of Janus

I am not asleep, but I see
a limb, the fingers of death, the ghost
of an anonymous painter
leaving the prints of death
on the wall; the bright feathers
of soft birds blowing
away in the forest;
the bones of fish and
the white backs of strange women;
your breathing
like the slow thunder
on the other side of some river
as you sleep beside me; old
dancing teachers weeping in their offices;
toads with bellies as quiet
as girls asleep in mansions, dreaming
of saddles and pulling the sheets
between their legs; fireflies
going to sleep on moonseed flowers
around a plantation gazebo at dawn;
a girl sweating in bed; hawks drifting
through the moon; a woman’s hair,
the flavor of death, floating
in the fog like a flag
on a ship full of ghosts,
the ghosts of soldiers
searching for the graves of their mothers; june bugs
listening to Leoncavallo;
christ weeping on Coney Island,
inevitable, like a fissure
in a faggot’s ass; a widower
with no sons, a lonesome janitor,
a worm in the sun, the dusty sockets
of poets, who have lost their eyes, their

 

*

 

L’angelo della morte

Un uomo venne lungo la strada.

Gli dissi di fare attenzione a dove camminava.
Mi chiese cosa facevo,
lì a dormire in mezzo alla strada.

Dissi che ero un orfano.
Vedi queste bretelle?
Tengono su i miei pantaloni.
Io dormo dove mi pare, dissi.
I miei cuscini vengono dai migliori galli.

La luna rientrò nella propria notte
Come un pesce gatto in un tronco.

L’uomo non aveva ombra.

Le mie scarpe si consumarono
Come mille anni passati nel deserto.

C’era un mucchio di neve nel mio cuore,
E dalle rotte montagne del Sud
Si alzò il fumo
Sanguinante ai bordi.

Io me ne vado, dissi all’uomo.

Sputò un osso di pesce a terra.
Si sfilò un guanto.
Lo posò sull’osso.

Io volevo solo darmela a gambe.

La luna brillava come un’esca su un amo nero.
Ed ecco un nuovo pesce
A boccheggiare sulla strada.

Togliti i pantaloni, disse l’uomo.
Aveva un uovo nella mano.

Qualunque cosa per l’angelo della morte.

 

The Angel of Death

A man came down the road.

I told him he better watch his step.
He asked me what I was doing,
Sleeping in the middle of the road.

I said I was an orphan.
See these suspenders?
They hold up my pants.
I sleep where I please, says I.
My pillows come from the best roosters.

The moon went back into its night
Like a blue channel cat in a log.

The man cast no shadow.

My shoes wore out
Like a thousand years in the desert.

There was a snowdrift in my heart,
And in the broken mountains of the South
The smoke rose
Wet on the edge with blood.

I am getting out of here, I told the man.

He spit a fish bone on the ground.
He took off his glove.
He laid it in the bone.

What I wanted to do was run.

The moon beat like bait on a black hook.
Then there was a new fish
Sucking wind in the road.

Take off your pants, he said.
He had an egg in his hand.

Anything for the angel of death.