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Blackbird, Bye Bye

13,00

Autore: Moniza Alvi
Traduzione e cura: Pietro Deandrea
Testo a fronte: Inglese
Collana: Interno Books
ISBN: 978-88-85583-39-9
Data di pubblicazione: 30 settembre 2019
Pagine: 144
Formato: 11×17 cm

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Descrizione

Dalla postfazione di Pietro Deandrea: “Blackbird, Bye Bye è l’undicesima raccolta di Moniza Alvi, nata a Lahore nel 1954 da padre pakistano e madre inglese, e cresciuta in Inghilterra sin da quando aveva pochi mesi d’età. Ricorrono nella sua opera i temi urgenti della nostra contemporaneità, come multiculturalismo, identità, migrazioni, e anche razzismo. Ma critici, lettori e i numerosi premi ricevuti ne riconoscono il talento di saper affrontare argomenti grevi con un linguaggio semplice, talvolta vicino al prosaico – e di saper costruire, con quella stessa cifra linguistica, affascinanti immagini surreali ed oniriche, quando non metafisiche”.

 

 

Less, much less

He hardly spoke any words
only two –
or you could call it one

the last thing
he said
was bye-bye

flight-feathers
veined and hairlike
with interlocking barbules

of sound
the bye-bye trapped
a breath of air

the two linked words
drifted out
on a calm lake

that lay there
with a single purpose –
to receive final words

and allow them
to drift on its surface
out and further out

on the lake of thought
and composure
encircled by mountains

the simple phrase
soared upwards
to the highest peak

where it would be planted
like a flag
would eventually be enshrined

each identical word carefully
balanced either side
of the invisible join –

like baby talk
he put equal emphasis
on each word

his face was pinched
and his bird beak
very prominent

there have never been
two joined words
with so much space around them

pack up all my cares and woes
light the light
I’ll arrive late tonight

blackbird bye bye

bye

 

*

 

Meno, molto meno

A malapena riusciva a parlare
soltanto due parole –
o forse si potrebbe dire una

l’ultima cosa
che lui ha detto
è stata bye-bye

penne remiganti
venate e simili a capelli
con barbule intrecciate

di suono
il bye-bye imprigionato
in un soffio d’aria

le due parole legate
alla deriva
su un lago calmo

che stava là
con un solo scopo –
accogliere ultime parole

e permettere loro
di andare alla deriva sulla sua superficie
lontano e ancor più lontano

sul lago del pensiero
e della compostezza
cinto da montagne
la semplice espressione
si librava verso l’alto
fino alla cima più elevata

dove sarebbe stata piantata
come una bandiera
e infine consacrata

ogni identica parola in attento
equilibrio sui due lati
del raccordo invisibile –

come un discorso da bimbo
metteva uguale enfasi
su ogni parola

aveva il viso smunto
e il becco d’uccello
molto prominente

non ci sono mai state
due parole unite
con così tanto spazio intorno

metti in valigia tutte le mie paure e i miei guai
accendi la luce
arriverò a notte tarda ormai

blackbird bye bye

bye