Availability: Disponibile

Canzoniere scritto solo per amore

14,25

Autore: Daniele Piccini
Prefazione: Giancarlo Pontiggia
Postfazione: Niccolò Brunelli
Collana: Interno Libri
ISBN: 9791281315112
Data di pubblicazione: 2 febbraio 2024
Pagine: 140
Formato: 13×19 cm

Collana:

Descrizione

Dopo quasi vent’anni dalla prima edizione, torna in libreria il “Canzoniere scritto per solo amore” di Daniele Piccini, con l’aggiunta di nuovi materiali, per un’inedita esplorazione della figura del padre, quasi una ripresa di quello di Caproni per l’amata madre, lo struggente e lievissimo “Seme del piangere”. È un fatto che il dolore è visitato, in ogni vera esperienza che si fa di esso, da un soffio potente, che rimanda alle cose ultime, alla promessa di rivedersi ancora; il libro di Piccini è tutto intessuto su questa nota: l’assente è un cavaliere di misteriosa fortuna, come dice il poeta, che lo precede ancora una volta, che gli fa strada. Non è vero, no, che di lui, del padre-ragazzino, non rimanga niente. Il padre è il sorriso stesso, è la chiamata a vivere, e non può che aspettarci dove si trova, lì dove si è nascosto agli occhi. È perciò tutto un inseguire le tracce che ha lasciato, fino alla scoperta di una più piena presenza, di una intimità tale con il padre da divenire una cosa sola con lui. La figura amata è dentro di noi, è a un passo: abbi il coraggio e la pazienza di acuminare lo sguardo, dice il poeta, e la ritroverai. Così di ogni amato perduto, assente.

 

Ti porto via
dalla plancia di comando
di questo cimitero
che prende il mare.
Vecchia cellula erosa
abituata ai venti,
ne guido l’abside di vedetta.
Tu nel ponte, sottocoperta, primo
mio viaggiatore amato
a cui devo l’onore del viaggio.
Non ti proteggerò dal lungo buio delle notti,
ma sarò lucciola perenne che brucia con la tua,
sfarfallando negli anni.
La terra si è ricoperta di fiori,
e io guido la carica della nave
su cui ti sei imbarcato senza dirmi
neanche “ciao” (e lo avresti voluto,
anche per essere un’ultima volta mio).

*

Immersi nel finire
cosa siamo stati
passeggeri, viatori
immersi nella luce che trascorre:
la furia si confonde nella tenebra,
l’arsura dura quanto un’alta febbre.
Che cosa non è stato battezzato dalla fine,
quale campana potrà suonare ancora
la stessa dura età di un anno.
Io ti domando: perché? O se vuoi:
dimmi per quale amore
dimmi per quale amore mai, ancora.

*

Toccavi anche tu quel limitare,
quello stare vicini alle ultime
cose, a salutarle.
Le cose si tramutano in ostie,
a traverso ci vedi
primavere d’attesa,
vigilie delle storie
che non hanno mai fine.
Non c’è più quasi nessuno, animali
e nessun altro, a dare il fiato buono.
Anche tu traversavi questo lembo.
Dove sei mai: se potessi sfiorarti…
La forsizia si accende come folle,
emana luce da dove non so,
dà una felicità terrena ignota.
Presto sarà per noi soltanto il giallo
delle piante la squilla da ascoltare.
Tu che lo sai, non lasciare il mio fianco
per la volta più pura.

 

Daniele Piccini, nato nel 1972, insegna Filologia della letteratura italiana all’Università. Ha pubblicato edizioni critiche di poeti trecenteschi, curato un’edizione commentata del Ninfale fiesolano di Boccaccio e un’antologia di poeti del secondo Novecento (La poesia italiana dal 1960 a oggi, 2005). Del 2008 è il libro di saggi Letteratura come desiderio. Nel 2019 ha pubblicato La gloria della lingua. Sulla sorte dei poeti e della poesia, nel 2020 la monografia Luzi. Ha esordito in poesia con Terra dei voti (Crocetti, 2003), cui ha fatto seguito da Jaca Book, nel 2005, il libro che qui si ristampa con materiali inediti e due saggi di approfondimento critico: Canzoniere scritto solo per amore. Sono poi usciti i seguenti libri poetici: Altra stagione (Aragno, 2006), Inizio fine (Crocetti, 2013 e 2021), Regni (Manni, 2017), Per la cruna (Crocetti, 2022). Collabora a “La Lettura” del “Corriere della Sera”, a “Famiglia Cristiana”, al blog “Maremosso” ed è direttore della rivista “Poesia”.