In comode rate

Autore: Beatrice Zerbini
Prefazione: Alba Donati
Collana: Interno Libri
ISBN: 978-88-85583-40-5
Data di pubblicazione: dicembre 2019
Pagine: 144

13,00

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In comode rate, l’opera prima di Beatrice Zerbini, è un libro d’amore e di amori, di incontri e separazioni, di folgorazioni e improvvise mancanze. Una raccolta che prende a prestito, attraverso un registro espressivo colloquiale e idiomatico, le redivive e gozzaniane “buone cose di pessimo gusto”; con uno sguardo umano, e dunque mai totalmente quieto, su una quotidianità che regala, non di rado, incomode circostanze, rate emotive da pagare a cadenza regolare, questo volume consegna una poesia in grado di fare innamorare. Come descrive Alba Donati nella prefazione: “abbiamo passato un secolo a interrogarci sulla poesia d’amore, se fosse ancora possibile, cioè possibile dare nuovi toni al suo linguaggio logoro. Ed ecco che spunta Beatrice Zerbini con una voce unica, nuova, ironica e profonda, che fa dell’amore ancora il campo conoscitivo di base”.

 

 

 

Guardo in fondo,
se arriva del nero,
se è sera,
sei tu;
se ciondola e guarda lontano,
se cerca, scandaglia,
esclude e continua,
se ha freddo,
sei tu.
Se ho freddo,
sei tu.

Se muove la testa,
ma non attraversa,
se scarta lo spazio,
lo nuota,
se transita i miei intransitivi,
se legge e capisce,
sei tu.

Se si avvicina,
sei tu;
se saluta,

sei proprio tu.

Se brucia,
sei tu,
se esce dal petto,
si scioglie,
se sorrido,
sei tu;
se tremo,
se le gambe…

Se brillo,
se le labbra,
se ti appoggi,
sei tu;
se non è vero,
sei tu;

se sogna, se resta;
se aspetta, ti chiama,
se t’ama,

sono io.

 

 

*

 

 

Io provo dolcezza, per te
e attesa; provo mele
(le renette),
nel cestino
in midollino,
e ronzio
di biciclette;
io provo per te il camminarti accanto,
in strada,
soppesarti l’accento,
io provo regioni;
provo casa tua, per te,
provo tua madre;
io provo stupore
a trovarti davanti,
che sia tu finalmente,
io provo fili d’erba (da provare
a suonare),
provo miele di castagno
e le castagne lustre provo,
che escono fredde dalla scorza spinosa;
io provo che ti provo e non ti imparo
e provo
a volerti bene,
farfalle e falene;
provo domani per te,
non provo ieri:
come nuova;
provo foto da scattare
per poi fartele vedere;
provo pro
e niente contro,
provo proroghe e promesse,
pronomi personali,
prodigi occasionali,
prosecchi e privilegi e provo
la tua ruga così attenta,
così ritta a non far male,
provo carezze,
provo vieni,
pro–
cediamo;
provo poesia e se è presto,
troppo presto, per provare
un po’ di amore,
provo a restare, ché qualcosa –
fosse anche in prosa –
ci accadrà.

 

 

*

 

 

Le patate, una cassa di patate:
le guardo appoggiate

l’una sull’altra, come un sonno in colonia,
nel convitto anni Sessanta.

Le ispeziono ammutolita,
dal decoro stipendiato della mia
pausa pranzo, dalla nostra carestia
(di molto pochi giorni insieme);
mentre aspetto,
seduta all’ipocalorico tavolino,
che sa di ceci e rosmarino;
aspetto che
tu ami me.

Sono un tubero anch’io,
non mi prospetto felicità scontate,
amore futuro, padelle o braci,
baci:
ti aspetto al buio,
per non germogliare.

Mi sento
inerme bionda, tutta buccia, soda e
levigata, letargica, dissotterrata.

Qui è tutta un’attesa di nutrirti
o di marcire.

Nota biografica

Beatrice Zerbini è nata il 17 gennaio 1983 a Bologna, città in cui vive e lavora. "In comode rate" è la sua opera prima in versi.