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La logica del merito e nuove poesie

12,35

Autrice:  Sofia Fiorini
Collana: Interno Libri
ISBN: 978-88-85583-96-2
Data di pubblicazione: 27 marzo 2023
Pagine: 112
Formato: 13×19 cm

Collana:

Descrizione

La logica del merito è una parabola di educazione sentimentale in forma di poesia, un romanzo di formazione esistenziale in versi. In questo viaggio tutto interiore, la protagonista è un’adolescente che crede di poter dominare l’entropia della realtà con la logica del merito: impegnarsi per ricevere, non ferire per non essere feriti, amare per essere amati. Imparare che nulla ci difende davvero dal dolore sarà per lei “risolvere l’equazione dell’adolescenza“ (I. Leardini), ma scoprire che la grazia è un dono immeritato la lezione più liberatoria dell’amore. Cinque anni dopo la prima pubblicazione, La logica del merito torna il libreria con l’aggiunta di due nuove sezioni, finale di partita dell’eroina-bambina diventata donna, e un’appendice metapoetica dove, con i toni intimisti del diario, il lettore è messo a parte di cosa sia la poesia nel segreto del cuore di chi la scrive.

 

Vivo tra l’attenderti e il distrarmi
nei miei fiori –
sciogliere i capelli e riposarli,
finché mi convincerà un tuo giorno
a staccarmi dagli anelli e dagli argenti,
dal cieco volerti legare
fosse solo alle ossa delle dita.
Quel giorno i miei piedi adempieranno
alla ripetizione naturale, faranno terra
tonda intorno, e tu potrai affilarti
nella forma della case
o delle croci – in un legno
o nell’altro, fiorirmi addosso.

 

*

 

Mi si attacca dovunque la terra
mentre vengo da te e soltanto
vorrei non avere le suole,
per assicurarmi il tuo volto
potere allungare una mano;
ti prenderà come un vento sordo
questo ritornarti grato in mano
per il niente che hai dovuto
e mi ricorderai lontano
come ciglio di volpe selvaggio
sperando, avvicinarti il muso
– e il sospetto natura del bosco;
è fuori d’attitudine questo
coraggio feroce della bestia
mia più umana, talmente che
alla carezza offre la vita,
porge il nodo più chiaro d’offesa
mentre muto le spogli la gola.

 

*

 

Che io sia per te la terra –
ritorno di ogni notte per guardarti
solo come bestia dentro al bosco.

Sto sul tronco esatto al centro, aspetto
che il vento ti presenti al mio cospetto:
di ogni cosa, di ogni cuore di uccello
ferito sei fatto, di ogni spavento,

l’anima chiara del cervo mi è dato
sapere per volere te uguale a te stesso,
saperti ritrovare se ti perdo
toccarti con un piede nel ruscello.

 

*

 

Il piacere di non essere nessuno. Non essere giudicati in quanto persona che dice o fa la tal cosa, ma essere la cosa fatta o detta. Il vero sforzo è scomparire, non “diventare qualcuno”.