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La musa tempestosa

14,25

Autrice: Emily Brontë
Curatela e traduzione: Silvio Raffo
Collana: Interno Classici
ISBN: 9791281315105
Data di pubblicazione: 30 novembre 2023
Pagine: 220
Formato: 13×19 cm

Collana:

Descrizione

Emily Brontë (1818-1848), universalmente riconosciuta come la più grande romanziera del Romanticismo inglese, è stata anche una finissima poetessa, ma come spesso accade la grande celebrità della sua narrativa ha finito per oscurare la produzione lirica. La collana «Interno Classici» ha riunito, grazie a Silvio Raffo, prolifico traduttore di poeti e soprattutto poetesse angloamericane, tutte le liriche (tranne alcune delle poesie giovanili) di una poetessa che ha saputo trasfigurare il paesaggio gotico della brughiera britannica in una sorta di scenario fantasmatico in cui il confine tra l’aldiquà e l’aldilà si fa via via più labile. Uno stile inconfondibile che preconizza il Decadentismo, per una donna che, come per l’altra Emily (Dickinson), pur vivendo reclusa nella sua casa è riuscita ad analizzare i risvolti più contraddittori dell’amore senza averlo mai vissuto nella realtà.

 

Tutto è quiete e silenzio nella casa;
fuori infuriano il vento e la tempesta.
Ma qualcosa sussurra alla mia mente
la pioggia con il vento turbinante.
Mai più? Perché mai più? Perché?
La memoria ha potere come te.

Ma i cuori che un tempo mi adoravano
hanno tradito presto i loro voti;
così gli amici che mi proteggevano
tutti, ma tutti, se ne sono andati.

In un sogno mi è stato rivelato,
non di quelli notturni, ma in un sogno
di vigile agonia, di un male disperato
che di lacrime non sentì il bisogno.

 

All hushed and still within the house;
Without, all wind and driving rain;
But something whispers to my mind,
Wrought up in rain and wailing wind:
Never again? Why not again? Never again;
Memory has power as well as wind.

But the hearts that once adored me
Have long forgot their vow;
And the friends that mustered round me,
Have all forsaken now.

’Twas in a dream revealed to me,
But not a dream of sleep;
A dream of watchful agony,
Of guilt that would not weep.

 

*

 

Cadano pure le foglie, cadano, muoiano i fiori;
siano lunghe le notti e brevi i giorni;
a me ogni foglia dona solo gioia
fluttuando dal suo albero in autunno.
Sorriderò quando serti di neve
fioriranno dov’erano le rose;
canterò quando sfumerà la notte
lasciando il posto a un giorno ancor più tetro.

 

Fall, leaves, fall; die, flowers, away;
Lengthen night and shorten day;
Every leaf speaks bliss to me,
Fluttering from the autumn tree.
I shall smile when wreaths of snow
Blossom where the rose should grow;
I shall sing when night’s decay
Ushers in a drearier day.

 

*

 

Dolce la bruma lungo la collina,
non ci saranno tempeste domani;
oggi il giorno ha già pianto a sazietà,
ha consumato la sua muta pena.

Ritorno ai giorni di un’età lontana:
sono ancora una volta una fanciulla
che nel nido paterno si rintana
presso la porta dell’antica sala;

veglio la sera che nebbiosa cala
dopo un giorno di pioggia senza tregua;
fra nebbie azzurre, dolci nebbie estive,
la catena dei monti si dilegua.

Su lunghi steli d’erba, la rugiada
indugia densa come pianto d’alba;
fragranze e scie d’aromi delicati
sono il respiro degli anni passati.

 

Mild the mist upon the hill,
Telling not of storms to-morrow;
No, the day has wept its fill,
Spent its store of silent sorrow.

Oh, I’m gone back to the days of youth,
I am a child once more,
And ’neath my father’s sheltering roof
And near the old hall door,

I watch this cloudy evening fall,
After a day of rain;
Blue mists, sweet mists of summer pall
The horizon’s mountain chain.

The damp stands in the long, green grass
As thick as morning’s tears;
And dreamy scents of fragrance pass
That breathe of other years.