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Poesie, però non troppo

14,25

Autore:  Lorenzo Maragoni
Collana: Interno Libri
ISBN: 979-12-81315-86-3
Data di pubblicazione: 9 giugno 2023
Pagine: 140
Formato: 13×19 cm

Collana:

Descrizione

“Poesie, però non troppo” è un libro che nasce sui palchi dei locali e dei teatri, dove Lorenzo Maragoni si è fatto conoscere come poeta performativo, arrivando a diventare nel 2022 campione mondiale di poetry slam. Le poesie contenute in questa opera diventano, dunque, per la prima volta libro, arrivano alla carta piene di chilometri di viaggio addosso, cercando di trattenere un po’ della vibrazione del palco. Sono poesie fatte di corpo e voce, di ritmi e di pause, nate e cresciute grazie al costante contatto con il pubblico. Poesie che cercano di restituire l’eco lontana dell’incontrarsi, poesie ora pronte ad incontrare il pubblico con la lettura invece che l’ascolto, con gli occhi e le mani, anziché gli occhi e le orecchie, pronte a partire per un nuovo viaggio.

 

Le poesie

[…]

Le poesie non sono nulla.

Sono quello che era prima dei tutorial Salvatore Aranzulla.

Una risposta che non cercavi
a una domanda che non hai posto
e che per caso sarà domani
l’unica cosa di cui hai bisogno.

Una poesia
è una canzone senza ritornello

una storia interrotta sul più bello
è Clint Eastwood senza cappello
uno studente universitario senza un appello straordinario
un sussidiario con l’immagine di un cammello
senza il confronto con un dromedario.

Una poesia è una notte stellata di sesso sfrenato
ma senza un orgasmo
un percorso di laurea triennale con lode in Statistica
senza un Erasmus.

È una nota sfocata che suona bene
una foto sfocata che guardi sempre
è una cosa che sembra che voglia dire un sacco di cose
e poi la leggi e non vuol dire niente.

Una poesia è una cosa da imparare a memoria
alle elementari
da studiare verso per verso
maledicendo Gianni Rodari.

Una poesia è una cosa da parafrasare
alle scuole medie
ma questo non è L’attimo fuggente
e non si sale in piedi sulle sedie.

Una poesia è una cosa su cui scrivere un saggio
alle superiori
perché parlare di poesia in prosa
ci fa sentire persone migliori.

Una poesia è una cosa che scrivi
di notte il giorno
in cui inizi l’università
in cui scrivi “Un giorno io sarò il poeta
più grande di questa città

io farò strada con la poesia
farò fortuna con la poesia
forse tra un anno mi intitoleranno
una scuola, una statua, una stella, una via

spaccherò il mondo con la poesia
io sarò il volto della poesia
sarò il miglior impiegato del mese
di tutte le imprese della poesia

io sarò il Batman della poesia
il Willy Wonka della poesia
con gli Umpa Lumpa che scrivono a raffica
dentro la fabbrica della poesia

io sarò il massimo della poesia
io sarò un classico della poesia
in copertina dell’antologia
gusto del mese in gelateria
riempio gli stadi
riempio le spiagge
Maragoni Beach Party della poesia.”

Una poesia è una cosa che leggi una sera
e non è che ti cambia la vita
una cosa che prima che tu te ne accorga è finita.

 

*

 

Preferisco Lamarque

Preferisco le poesie con le rime
preferisco le poesie con i versi
preferisco i miei poeti preferiti
che poi sono sempre gli stessi
preferisco non darmi divieti e soltanto permessi,
se solo potessi

Preferisco la danza al cammino
preferisco l’erba del vicino
preferisco a tutti i baci che ho dato
quello che dovrò ancora dare
preferisco il rumore del procrastinare

Preferisco Gianni Rodari
gli anni pari, sentire il vento, sbagliare un accento
la vertigine del firmamento
preferisco quando sono contento
per avere scritto una nuova poesia
preferisco i giorni in cui credo davvero che esista
la meritocrazia
prima di ricordarmi che pure quella
è un maledetto privilegio di classe
preferisco alzare il volume,
provare ad andare a sfondare le casse

Preferisco le poesie italiane
quando sono cover di poesie polacche
preferisco essere libero
senza un soldo nelle tasche

No non è vero preferisco i soldi
è per questo che faccio il poeta
per vivere nel lusso sfrenato
con ventagli d’oro e vestaglie di seta

Preferisco l’innovazione
no non è vero, la tradizione
preferisco la libera interpretazione personale
no non è vero, la traduzione letterale
preferisco la libertà alla coerenza
il fare con al fare a meno al fare senza

Preferisco i poeti famosi prima che fossero poeti famosi
che un giorno diremo “Un giorno
li abbiamo visti in quei locali fumosi”
ai tempi in cui si poteva stare ancora seduti vicini
preferisco le poesie gridate in piazza
appese sui muri
lette stesi sopra i sampietrini

Preferisco chi si crede Pasolini a Pasolini
preferisco Petrolini a Pasolini
preferisco chi non sa chi è Petrolini a Petrolini
preferisco i sassolini ai sampietrini

E lo so, parlo sporco, parlo a strappi
non ho mai imparato la dizione
scrivo solo poesie su poesie
sperando che una diventi una canzone

E lo so, parlo storto, parlo a sprazzi
non ho mai imparato la lezione
non ho mai passato la preselezione
non mi sono mai iscritto a un concorso
perché non so neanche a un concorso di cosa
scrivo solo poesie su poesie
sperando che una diventi qualcosa

E lo so, parlo a cazzo di cane
chi non segue può avere il rimborso del biglietto
e tornarsene a casa incazzato dicendo
“Però non me l’avevano detto”
e andare a letto

Ma domani davanti al computer
alla decima ora di lavoro scazzato
quando il tempo va lento come il caricamento
di un sito al momento sbagliato
e uno ha il timore di avere sbagliato
qualcosa in questa vita delirio
che è la vita che tutti viviamo
alzerà lo sguardo al cielo in fiamme fuori dal settimo piano
e si ricorderà una parola,
detta male, detta storta, detta a cazzo di cane

Si ricorderà di questa poesia, che sarà la sua preferita
per alcune settimane

 

*

 

Poeti

[…]

Poeti
se credete di essere dei poeti siete fuori strada
siete delle persone

Persone
se credete di essere delle persone siete fuori strada
siete dei poeti

Cosa state aspettando per iniziare a scrivere
a scrivervi addosso
a fare della vostra vita una poesia
avete bisogno di un’autorizzazione
di una benedizione?

Allora eccola
con il potere conferitomi da
Petrarca, Boccaccio, Patrizia Cavalli e Achille Lauro
vi nomino poeti e poetesse della Repubblica Italiana
andate, moltiplicatevi, scrivete
dei tagli di capelli approssimativi
dei treni regionali
dei lavori normali
della gelosia
della mancanza
della paura che nessuno ci si inculi
perché questo c’è
e nient’altro.