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Poeti italiani nati negli anni ’60

19,00

Autore: Francesco Napoli
Collana: Interno Libri
ISBN: 9791281315143
Data di pubblicazione: 26 aprile 2024
Pagine: 380
Formato: 13×19 cm

Collana:

Descrizione

Il libro
I poeti italiani nati negli anni Sessanta costituiscono un patrimonio letterario ancora tutto da scoprire; si tratta di una generazione che ha saputo accompagnare la poesia italiana dall’epocale cambiamento all’indomani della fine della Neovanguardia a una modalità di assoluto valore espressivo ben riconosciuto, destreggiandosi tra l’arrembaggio della Rete e un panorama culturale alquanto sfilacciato. Curato da Francesco Napoli, critico letterario e consulente editoriale per le maggiori case editrici italiane, “Poeti italiani nati negli anni ’60” racconta il percorso dei poeti di maggior spicco giunti a massima consapevolezza del loro fare agli inizi degli anni Novanta, fornendo una mappatura geografico-culturale che tiene conto di un variegato contesto storico-letterario e delle tante voci esistenti. Destinata non solo agli specialisti ma anche a studenti e appassionati, questo saggio attraversa criticamente molte figure ormai di rilievo per produzione e attività legate alla diffusione e alla conoscenza della poesia stessa, offrendo in lettura un corollario di testi dei poeti di seguito elencati: Cristina Alziati, Antonella Anedda, Mario Benedetti, Nicola Bultrini, Maria Grazia Calandrone, Pierluigi Cappello, Stefano Dal Bianco, Roberto Deidier, Alba Donati, Paolo Febbraro, Nicola Gardini, Andrea Gibellini, Giuseppe Grattacaso, Paolo Fabrizio Iacuzzi, Gianfranco Lauretano, Paolo Lisi, Massimo Morasso, Alessandro Moscè, Aldo Nove, Stefano Raimondi, Antonio Riccardi, Salvatore Ritrovato, Davide Rondoni, Giovanna Rosadini, Giancarlo Sissa, Luigia Sorrentino, Mary B. Tolusso, Gian Mario Villalta, Edoardo Zuccato, Emilio Zucchi.

L’autore
Francesco Napoli (Napoli 1959) è critico letterario, giornalista e consulente editoriale per le maggiori case editrici italiane. Ha pubblicato numerosi saggi sulla poesia italiana contemporanea su quotidiani, riviste specializzate e in volume tra cui Novecento prossimo venturo e Poesia presente in Italia dal 1975 al 2010. Collabora alle attività culturali del Centro culturale di Milano e della Casa della poesia di Baronissi.

 

Incipit da Poeti italiani nati negli anni ’60

Who, What, Where, When, Why
Cinque sono le question words che ogni giornalista deve aver bene in testa quando comincia a scrivere il suo articolo, stando alla scuola britannica. Sono le FiveWs, sintesi pragmatica, anche questa molto anglosassone, degli otto elementi quis, quid, quando, ubi, cur, quantum, quomodo, quibus auxiliis della Summa Theologiae di Tommaso d’Aquino. Le FiveWs dettano buone regole da rispettare, dunque, molto appropriate anche per una prova saggistica.
Ora: possono essere poste in forma interrogativa o meno, ma volendo qui provare a rintracciare qualche certezza, penso sia meglio proporre le FiveWs in maniera asseverativa. E, a veder bene, è anche un prodigioso promemoria per chi, dovendo accingersi a scrivere, si trova avvantaggiato nel raccogliere le idee e/o a non tralasciare informazioni essenziali.
Il saggista, rispetto al giornalista che vive la sua scrittura con un’implicita caducità temporale, può così mettersi nelle condizioni di solidificare un resoconto di maggiore permanenza, con una prospettiva di sempre ambita scientificità che, in campo letterario, è certo ardua da ricercare. Le FiveWs nel caso possono essere utilizzate liberamente, integrandole o eliminando quelle non essenziali o irrilevanti all’oggetto di cui si sta scrivendo. L’utilità della regola è anche quella di aiutare a distinguere in modo massimamente oggettivo le informazioni dalle considerazioni, una sorta di separazione delle opinioni dai fatti.
Per un resoconto come quello che propongo, focalizzato sull’ampio territorio storico-geografico-culturale della poesia italiana e dei poeti nati negli anni Sessanta e immediati dintorni, è forse opportuno darsi anche una sesta word, How. Risposta: con una prova per ampliare l’orizzonte dello sguardo, un piccolo sasso lanciato nello stagno della critica e, aggiungo, senza alcun intento esaustivo né antologico nei testi scelti esemplarmente.

Who
La Generazione Sessanta della poesia italiana, quella nata attorno a quel decennio e poi formatasi nel vorticoso ventennio, culturale e sociale, dell’Italia (anni Settanta-Ottanta) che transita dal boom economico alla crisi, dal terrorismo al mancato traghettamento del Pci al governo; e, in letteratura, transita dalla fine della «letteratura-negazione della neoavanguardia e della letteratura-azione del Movimento Studentesco» per dirla con Pier Paolo Pasolini, alla fine del Novecento poetico e approda a un nuovo secolo.

What
La riconoscibilità di questa Generazione nella storia della poesia italiana, la sua valenza espressiva e la sua identità con lineamenti e tratti in comune e che ne fa non un movimento, ma piuttosto un “corpo”.

When
So che non si dovrebbe rispondere a una domanda con un’altra domanda, ma mi viene da dire: non è ora giusto il tempo di avviare questo tipo di indagine? Non è mai troppo tardi: l’ormai pluridecennale attività e presenza sulla nostrana scena poetica è stimolo più che sufficiente per provare a individuarne gli elementi storico-critici che li tiene vicini.

Where
In una prova saggistica di massimo respiro possibile, con un corollario testimoniale di poesie per alcuni dei diversi autori coinvolti nel discorso.

Why?
In parte è già detto prima, ma preciso. Perché ora si può e si deve storicizzare. E lo si può (deve) fare a distanza di poco meno di mezzo secolo, per evidenziare in campo largo l’orizzonte culturale e politico nel quale cresce e matura questa generazione di poeti. E perché è giunto il momento di tirarla fuori dal cono d’ombra creatosi tra la generazione precedente – quella definita i «poeti del pubblico della poesia», da De Angelis a Conte, da Cucchi a Pontiggia a Mussapi e così via – e quella successiva che ha saputo far di se stessa già un organo poetico più definito e compatto.