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Se volessi potresti alzarti e volare

13,25

Autore: José Carlos Rosales
Traduzione e cura: Damiano Sinfonico
Prefazione: Valerio Nardoni
Testo a fronte: Spagnolo
Collana: Interno Books
ISBN: 978-88-85583-56-6
Data di pubblicazione: 9 febbraio 2021
Pagine: 144
Formato: 11×17 cm

Collana:

Descrizione

Dalla prefazione di Valerio Nardoni: «Il verso di Rosales scorre tra parole di assoluta semplicità, con una naturalezza estrema, al punto di non sembrare verso, ma un’ottima prosa. Tuttavia, tale fluidità è frutto di una notevole sensibilità ritmica per il verso dispari, che mette in settenari, novenari, endecasillabi e alessandrini anche gli scontrini della spesa, qualsiasi cosa gli passi per le mani o davanti agli occhi».

 

 

I (LAS ALAS)

Estarás tan cansado que te sientes ligero,
tan ligero
que ahora mismo podrías levantarte y volar:
ya no pesas, ya nunca pesarás lo que pesabas,
pesas tanto y tan poco
que el mundo te parece distante,
el cansancio también te parece distante,
se evaporó de pronto,
lo más pesado se evapora a veces
y ahora mismo podrías levantarte y volar:
no lo haces, no lo haces, y no
porque el peso de tu cuerpo o tu ánimo
pudieran impedirlo,
no lo haces
porque no hay ningún sitio
al que quieras volver,
un lugar perdido o ignorado,
el sitio donde puedas entrar y diluirte,
tumbarte con las alas plegadas,
esas alas gigantes que te impiden vivir,
alas imaginarias o fingidas,
las alas que no tienes,
invisibles o blancas,
pero estás muy cansado y no lo haces,
no lo harías, no lo quieres hacer,
si quisieras podrías levantarte y volar,
y alejarte del mundo, y morirte muy lejos,
si te quedas aquí
seguirás como hasta ahora,
tan cansado y tan vivo,
tan ligero y distante,
tan pesado,
tan solo.

 

I (LE ALI)

Sarai così stanco che ti senti leggero,
così leggero
che anche ora potresti alzarti e volare:
non pesi più, non peserai più come prima,
pesi davvero così poco
che il mondo ti sembra lontano,
anche la stanchezza ti sembra lontana,
è evaporata all’improvviso,
ciò che pesa a volte evapora
e anche ora potresti alzarti e volare:
non lo fai, non lo fai, e non
perché il peso del corpo o la tua volontà
potrebbero impedirlo,
non lo fai
perché non c’è nessun posto
dove vorresti tornare,
un luogo perduto o ignorato,
il posto dove potresti entrare e dissolverti,
sdraiarti con le ali piegate,
quelle ali giganti che ti impediscono di vivere,
ali immaginarie o finte,
le ali che non hai,
invisibili o bianche,
ma sei molto stanco e non lo fai,
non lo faresti, non vuoi farlo,
se volessi potresti alzarti e volare
e allontanarti dal mondo, e morire lontano,
se resti qui
sarai sempre come prima,
così stanco e così vivo,
così leggero e lontano,
così pesante,
così solo.