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Tu sola sei vera

14,25

Autore: Rocco Scotellaro
Curatore: Franco Arminio
Collana: Interno Novecento
ISBN: 9791281315129
Data di pubblicazione: 11 gennaio 2024
Pagine: 148
Formato: 13×19 cm

Descrizione

La collana «Interno Novecento», grazie alla preziosa curatela di Franco Arminio, porta in libreria i versi del poeta lucano Rocco Scotellaro. Un viaggio nella lingua e nella vita di un uomo che non è mai stato un poeta da salotto, ma “un cuore che forse si è spaccato perché ha preteso di raccogliere in sé tutto il dolore del suo popolo”. Come descrive Arminio nella sua attenta introduzione, nel poeta di Tricarico ci sono versi “bellissimi e vivi, di una bellezza e di una vita che non aveva arroganze, ma fatiche e affanni e piccoli stupori a cui non si poteva dare molto spazio. Uno spazio, una risonanza che possiamo dare noi; in fondo abbiamo una fortuna: possiamo goderci queste poesie più di chi le ha scritte”.

 

È calda così la malva

 

È rimasto l’odore
della tua carne nel mio letto.
È calda così la malva
che ci teniamo ad essiccare
per i dolori dell’inverno.

 

*

 

Fra me e te
voglio piantare un frutteto.
Con le tue braccia intreccerò una vite
e quando la pioggia verrà
non ti lascerò sola,
appena il sole sarà alto
ti canterò nelle vene.
Ogni sera verrò a bere
ai tuoi grappoli,
poi l’alba verrà.

 

*

 

La mia bella patria

 

Io sono un filo d’erba
un filo d’erba che trema.
E la mia Patria è dove l’erba trema.
Un alito può trapiantare
il mio seme lontano.

 

 

Rocco Scotellaro (Matera, 1923 – Napoli, 1953) fu poeta, giornalista, narratore e uomo politico. La Lucania è al centro sia delle raccolte poetiche È fatto giorno (Mondadori, 1954 – Premio Viareggio) e Margherite e rosolacci (Mondadori, 1978), che dei romanzi incompiuti Contadini del Sud (Laterza, 1954 – Premio San Pellegrino) e L’uva puttanella (Laterza, 1955). Impegnato come sindaco di Tricarico dal 1946, fu poi costretto a dimettersi dopo l’esperienza del carcere, seguita alle ingiuste accuse di concussione, nel 1950. Visse poi a Roma e infine a Portici, Napoli, dove morì colpito da infarto a soli trent’anni. La sua vicenda umana e letteraria fu influenzata dalle amicizie con Manlio Rossi-Doria e Carlo Levi, curatore di alcune delle sue opere postume.